
Può un Barbaresco 2013 costare più di un Barolo 2011? E’ la domanda che si pone un lettore di vinialsupermercato.it, che ci ha inviato la fotografia del Barolo 2011 e del Barbaresco 2013 Sette Cascine, in vendita nei supermercati Esselunga. Come si evince dagli scatti, il Barolo è attualmente in promozione a un prezzo di 11,75 euro (20% sconto carta fedeltà Fidaty) da un prezzo iniziale di 14,69 euro. Il prezzo pieno del Barbaresco 2013 Sette Cascine è invece 13,59 euro. Solo 1,10 euro di differenza, in sostanza, a giustificare un invecchiamento minimo che da disciplinare è di 3 anni per il Barolo e 26 mesi per il Barbaresco. Domanda lecita quella del nostro lettore, a dimostrazione di quanto sia crescente l’attenzione dei consumatori nella Gdo.
Barolo e Barbaresco, solo 1 euro di differenza da Esselunga. Il Consorzio: “Nessun allarme, le Docg crescono in valore”
“Non conosco il prodotto in questione – dichiara Andrea Ferrero, direttore del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani – ma se mi dite che il produttore è Dfr Spa – Beni di Batasiolo, posso assicurare che è un’azienda seria, che lavora bene. Entrambi i vini sono dunque certamente conformi. Un prezzo così basso non ci fa certo piacere, ma va detto che lo zoccolo duro del Barolo è un altro e che non sono certo questi i riferimenti su cui poter trarre conclusioni sull’intera Denominazione. Il Consorzio, del resto, non può intervenire nei rapporti commerciali tra i singoli produttori e la Gdo, i cui prezzi a scaffale sono determinati soprattutto sugli ingenti quantitativi di bottiglie acquistate in blocco. Per noi l’importante è che si continui a produrlo e imbottigliarlo”.
Secondo Ferrero “il prezzo non è poi neppure così basso”. “Mi sarei preoccupato di più – aggiunge – se a vendere Barolo a 11 euro fosse stata un’enoteca. Trovandoci invece sugli scaffali della Gdo non penso che questo possa portare a una svalutazione dell’immagine del Barolo, che anzi fa registrare un naturale ricarico sul prezzo dello sfuso, in vendita a 8,50 euro al litro”. I costi dell’uva nel 2011 si assestavano fra i 3 e i 3,50 euro al chilogrammo. Cifre che hanno subito un’impennata nel 2012, salendo fra i 4 e i 4,50 euro. “Il prezzo dello sfuso cresce – conclude Ferrero – e cresce anche il valore dei terreni della zona. Sin ora, dunque, non abbiamo motivo di preoccuparci”.





